«O carro vuoto sul binario morto» [Frammenti lirici]

 

O carro vuoto sul binario morto,

Ecco per te la merce rude d’urti

E tonfi. Gravido ora pesi

Sui telai tesi;

Ma nei ràntoli gonfi

Si crolla fumida e viene

Annusando on fàscino orribile

La macchina ad aggiogarti.

Via dal tuo spazio assorto

All’aspro rullare d’acciaio

Al trabalzante stridere dei freni,

Incatenato nel gregge

Per l’immutabile legge

Del continuo aperto cammino:

E trascinato tramandi

E irrigidito rattieni

Le chiuse forze inespresse

Su ruote vicine e rotaie

Incongiungibili e oppresse,

Sotto il cielo che balzàno

Nel labirinto dei giorni

Nel bivio delle stagioni

Contro la noia sguinzaglia l’eterno,

Verso l’amore pertugia l’esteso,

E non muore e vorrebbe, e non vive e vorrebbe,

Mentre la terra gli chiede il suo verbo

E appassionata nel volere acerbo

Paga col sangue, sola, la sua fede.

 

 

«Dall’immagine tesa» [Canti anonimi]

 

Dall’immagine tesa

Vigilo l’istante

Con imminenza di attesa –

E non aspetto nessuno:

Nell’ombra accesa

Spio il campanello

Che impercettibile spande

Un polline di suono –

E non aspetto nessuno:

Fra quattro mura

Stupefatte di spazio

Più che un deserto

Non aspetto nessuno:

Ma deve venire,

Verrà, se resisto

A sbocciare non visto,

Verrà d’improvviso,

Quando meno l’avverto:

Verrà quasi perdono

Di quanto fa morire,

Verrà a farmi certo

Del suo e mio tesoro,

Verrà come ristoro

Delle mie e sue pene,

Verrà, forse già viene

Il suo bisbiglio.

 

 

Voce di vedetta morta [Poesie varie]

 

C’è un corpo in poltiglia

Con crespe di faccia, affiorante

Sul lezzo dell’aria sbranata.

Frode la terra.

Forsennato non piango:

Affar di chi può, e del fango.

Però se ritorni

Tu uomo, di guerra

A chi ignora non dire;

Non dire la cosa, ove l’uomo

E la vita s’intendono ancora.

Ma afferra la donna

Una notte, dopo un gorgo di baci,

Se tornare potrai;

Sòffiale che nulla del mondo

Redimerà ciò ch’è perso

Di noi, i putrefatti di qui;

Stringile il cuore a strozzarla:

E se t’ama, lo capirai nella vita

Più tardi, o giammai.