A
Se Stesso [Canti, XXVIII]
Or poserai per sempre,
stanco mio cor. Perì l'inganno estremo,
ch'eterno io mi credei. Perì. Ben sento,
in noi di cari inganni,
non che la speme, il desiderio è spento.
Posa per sempre. Assai
palpitasti. Non val cosa nessuna
i moti tuoi, né di sospiri è degna
la terra. Amaro e noia
la vita, altro mai nulla; e fango è il mondo.
T'acquieta omai. Dispera
l'ultima volta. Al gener nostro il fato
non donò che il morire. Omai disprezza
te, la natura, il brutto
poter che, ascoso, a comun danno impera,
e l'infinita vanità del tutto.
“La mia inclinazione non è stata mai d’odiare gli uomini, ma
di amarli”
da i Pensieri: Pensiero 1, paragrafo 1
“Nessun bene si può avere al mondo, che non sia accompagnato
da mali della stessa misura”
da i Pensieri: Pensiero 2
“Il mondo è simile alle donne: con verecondia e con riserbo
da lui non si ottiene nulla”
da i Pensieri: Pensiero 24
“Gli uomini sono miseri per necessità, e risoluti di
credersi miseri per accidente”
da i Pensieri: Pensiero 31
“Nessuna qualità umana è più intollerabile nella vita
ordinaria, né in fatti tollerata meno, che l’intolleranza”
da i Pensieri: Pensiero 37
“Il mondo è, come le donne, di chi lo seduce, gode di lui, e
lo calpesta”
da i Pensieri: Pensiero 75
“Nulla è più raro al mondo, che una persona abitualmente
sopportabile”
da i Pensieri: Pensiero 76
“Chi ha coraggio di ridere, è padrone del mondo”
da i Pensieri: Pensiero 78